L.H.O.O.Q.

https://www.youtube.com/watch?v=Fzmcn9dZaD8&feature=youtu.be

L.H.O.O.Q. di Elisabetta Cardella

con i celebri peperoncini del Maestro Giuseppe Carta

Regia di Alberto Bartalini

Moti dell’anima – tributo a Leonardo 1452-1519

È considerata la donna più famosa della storia.  Il suo sorriso enigmatico, quello sguardo attraente che sembra seguirti ovunque, sono ancora oggi oggetto di studi ed interpretazioni, scrigno di segreti e misteri.  La Monna Lisa di Leonardo da Vinci seduce ogni sguardo che incrocia anche a distanza di centinaia di anni. Un’icona, nel tempo  modificata da artisti come Duchamp, Dalì, Warhol. Tutti si appropriano del suo aspetto, nessuno ne conosce l’identità certa. Marcel Duchamp, nel 1919 in occasione del 400° anniversario della morte di Leonardo da Vinci, realizza la celebre Gioconda con i baffi. Utilizza una immagine istituzionalmente accademica e considerata icona dell’arte ufficiale compiendo su di essa una azione di grafica infantile, irrisoria e dissacrante mettendo in discussione i valori delle istituzioni, infrangendo le loro regole per una poetica che legittimasse la completa libertà creativa. L’irriverente Duchamp titola la sua opera con l’acronimo L.H.O.O.Q. Lette in francese una di seguito all’altra, le cinque lettere danno: ‘Elle a chaud au cul’,  ovvero ‘Lei ha caldo al culo’. Il significato tutt’oggi non è ancora chiaro e varie sono le supposizioni. Qualcuno gli attribuisce un qualche significato ermetico, allusivo al “fuoco” filosofale che alimenta la materia, per altri c’è un riferimento sessuale trasmesso dal sorriso malizioso,  secondo alcune teorie voleva far intuire che la Gioconda fosse un uomo disegnandole i celebri baffi. In occasione dell’anniversario dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci l’artista Elisabetta Cardella ha realizzato per l’evento Moti dell’anima- tributo a Leonardo da Vinci organizzato dal Comune di Pontedera un corpo di 6 opere grafiche ispirate all’opera di Duchamp. Utilizzando i celebri peperoncini del maestro Giuseppe Carta, anch’esso presente alla rassegna,  ha giocato in maniera ironica con l’icona della Gioconda. Grandi corone create dalla specchiatura dei piccanti frutti rossi creano come delle trame preziose che incorniciano e focalizzano l’attenzione sul volto.  L’interazione scherzosa e divertita del ritratto con i peperoncini sdrammatizza l’opera, prendendo la forma una volta di un fiore, un’altra quella di pendenti o lacrime. Il titolo è rimasto lo stesso scelto 100 anni prima da Duchamp L.H.O.O.Q., un riferimento ironico e piccante alla sensualità della sfuggente ed enigmatica figura ritratta da Leonardo.

“Nella raffinata e giocosa opera di Elisabetta Cardella collane, orecchini, baffi, diademi, aureole, sempre composte da peperoncini in forme doverse, adornano la figura della Gioconda in un gioco di rimandi che rammenta Duchamp e Dalì. Ma anche la figura di Leonardo come maestro di cerimonie. Da ricordare che, in prima battuta, l’artista raggiunge Ludovico il Moro a Milano come scenografo  per feste di corte.  Piccanti simboli di prorompente vitalità che stimolano il pensiero, le emozioni, la creatività. Penetranti stimoli a uscire dall’indifferenza, a produrre decisi scatti di rinverdita volontà.”

Ilario Luperini

 “ In the refined and playful artwork by Elisabetta Cardella, necklaces, earrings, moustaches, diadems, haloes, always made of different shaped chilies, decorate the Gioconda in a game of cross-references that remind Duchamp and Dalì. But also the figure of Leonardo as master of ceremonies. Remember that, firstly, the artist reached Ludovico il Moro, in Milan, as scenographer for court festivals.             Racy symbols of overflowing vitality which stimulate thinking, emotions, and creativity. Explicit incitements to go beyond indifference, and reproduce vivid images of rivived willingness”

Ilario Luperini

Trad. Rita Bindi